Il
primo nucleo urbano dell'antica Aieta, detta "Aieta Vetere"
sorse sul monte Calimaro dove la popolazione si rifugiò
per sottrarsi alla ferocia rapinatrice delle incursioni piratesche
dei Longobardi e dei Musulmani. Il centro, fondato dai Bizantini
verso il secolo X, è menzionato nei documenti come
la città dell'aquila (astu aetou): nelle armi di Aieta
figura infatti l'aquila. Secondo la tradizione si racconta
che Aieta Vetere sarebbe stata abbandonata perché troppa
esposta alle intemperie. Nell'VIII e IX secolo alcuni monaci
e profughi orientali detti "basiliani", per sottrarsi
alla persecuzione iconoclasta dell'imperatore bizantino, s'insediarono
nella zona di Aieta dove fondarono piccoli monasteri di rito
greco e la chiesetta di S. Nicola, intorno a cui cominciarono
a sorgere il nucleo urbano del Cantogrande a cui si aggiunse,
con i profughi di Blanda Julia il rione Julitta. La storia
di Aieta è interessante per le vicende dei vari feudatari:
i Lauria, i Martirano, i Cosentino, di fronte alla cui prepotenza
i cittadini aietani si ribellarono sotto la guida di Silvio
Curatolo. Testimonianza del dominio feudale è il palazzo
del XVI sec., residenza di varie generazioni di feudatari.
Attualmente il paese conta 972 abitanti mentre il massimo
storico fu raggiunto nel 1861 con 3335 abitanti.
Da visitare
Visitando il suo centro storico ci si trova
in di fronte a diverse architetture di grande valore artistico,
tali quali il palazzo feudale del XVI secolo, abitato dai
Cosentini, marchesi di Aieta,e poi dal 1799 dagli Spinelli
di Scalea. Notevolmente danneggiato dal terremoto del 1783,
ha la grande facciata principale in stile rinascimentale,
con un elegante loggiato composto da cinque archi poggiati
su colonnine toscane, con balaustra e cornicione decorato
da protomi leonine; l' interno mantiene soffitti lignei e
frammenti di colonne classiche provenienti dall'area archeologica
Blanda.
La Parrocchiale di Santa Maria della Visitazione, ha una facciata
del 1756 e un portale in pietra; l'interno è a tre
navate decorate a stucco. Di grande validità la "Visitazione
della Vergine", olio su tela attribuito a Francesco Santafede,
dipinto nei primi anni del XVII, posto sull'altare maggiore.
In sacrestia sono presenti espressioni artistiche di grande
merito quali: Croce astile di bottega partenopea del 600,
reliquario e calice del sec. XIX, opere di argentieri napoletani
e due dipinti che raffigurano il "Santo domenicano"
di ignoto del sec. XIX uno, e "Incoronazione della Vergine"
di ignoto del 700 l'altro.
Festività
Il 31 maggio festa di S. Maria della Visitazione con processione
religiosa. Il 15
giugno festa patronale di S. Vito martire con processione
religiosa. L'8 dicembre
festa dell'Immacolata Concezione con processione religiosa.
La seconda
domenica di agosto sagra del prosciutto. Ad agosto
sagra del fusillo e mostra di prodotti tipici locali.
Tra le tradizioni ormai scomparse è la sagra d'incanto
(arriffare).
Durante la processione con la quale si accompagnava la statua
di S. Vito nella Cappella d'ingresso del paese si procedeva
alla gara d'incanto del giglio, dei sandali e del mantello
del Santo e per ultimo della statua. Permane invece la riffa
degli agnelli donati dai pastori di Aieta al Santo patrono
durante i festeggiamenti del 15 giugno.
Come Arrivare Strade:
A3 uscita Lagonegro nord (per chi viene da nord), uscita
Lauria sud (per chi viene da sud) - SS 585 verso Maratea/Tortora
- SS 18 - Provinciale fino ad Aieta. Treni: Fs a lunga percorrenza
fermata stazione di Praia a Mare. Autobus: da Cosenza e da Praia
a Mare. Aeroporto:
Lamezia Terme (collegato con treni, autobus, taxi e auto
noleggiate).
Organo a canne Scuola napoletana
1673
Convento S.Antonio
Panoramica
Portale in pietra
Documento senza titolo
Comunità Montana Alto Tirreno - C.da San Francesco
87020 Verbicaro (CS)
Tel. 0985.6508 Fax 0985.60295